Clinamen di Sara Gavioli

Recensione

“Non lo pubblicherá mai nessuno” dico, tanto per farmi smentire. “Ma si, invece. Vedrai.”
“E se non succede?”
“Ce ne faremo una ragione.”
Ecco, volevo sentire un plurale. “Ok” dico, e lo stringo.
I contorni del suo corpo mi rendono forte.

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Abbiamo bisogno di avere qualcuno che creda in noi, qualcuno a cui poterci appoggiare, qualcuno con cui dividere il peso delle difficoltà e con cui vincere l’oppressione delle disfatte trasformandole in opportunità per migliorarsi.
Chi ci sta vicino deve comprenderci, sostenerci e spronarci a diventare migliori. Non ce la farai mai, sei mediocre, sei destinato a fallire, non sei abbastanza, ecco i killer dell’autostima.

Il silenzio gentile con cui lui sta al fianco di lei, si trasforma in parole di incoraggiamento e in abbracci accoglienti che danno coraggio alla protagonista di Clinamen e la spingono a continuare a credere nel suo sogno di scrittrice e aspirante editor freelance.
Esserci semplicemente: i contorni del corpo di lui la rendono forte, la sua sola presenza la fa sentire sicura e protetta. Così dovrebbe essere nella vita di tutti i giorni.

Ho sperato che Clinamen non finisse, la storia delle ragazza del Sud che emigra al Nord con una valigia piena di sogni mi ha fatto emozionare sin dalla prima pagina. @sara.gavioli sa scrivere, e qui ho raggiunto un livello di empatia sottilissimo. Leggevo le sue parole e mi ci ritrovavo dentro senza esitazione.

Le paura di fallire, le difficoltà, la diffidenza, la famiglia lontana, i sogni, il diventare adulti e trovare un lavoro, la divergenza di mentalità, la lotta quotidiana per la sopravvivenza in una realtà che cerca di divorare il tuo Io continuamente per omologarti alla massa, l’incertezza del futuro e il vuoto che si costruisce attorno quando nessuno sembra comprenderti:questi i temi del romanzo.

Ringrazio di cuore Sara per avermi dato la possibilità di leggere un testo così prezioso che racconta il cambiamento (Clinamen nella filosofia epicurea rimanda al mutamento degli atomi che si combinano nella caduta) e la voglia di non arrendersi.
Delicato, vero e profondo.Mi sono emozionata e commossa.
Grazie Sara per aver raccontato così bene come non smettere di crederci

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