#autoreinvista – Valentina Macchiarulo

Ed eccoci al sesto appuntamento di #autoreinvista

Questa volta tocca a una scrittrice, ma prima di tutto un’amica. Un’anima bella come mi piace definirla sempre, leggera e meravigliosa che vola alto, lontano e giunge dritta al cuore del lettore. Sto parlando di Valentina Macchiarulo, l’autrice di Leggera come lei e di Io Resto.

Ho avuto la fortuna di leggere Io Resto (trovate le recensione nel post precedente), è molto più di un libro, non sono parole ma sono carezze, lacrime che scendono e denti che digrignano, sono abbracci stretti e intensi, sono il coraggio di andare e quello ancora più grande di restare. Amo la scrittura di Valentina, che è una scrittrice con la S, non ha paura di mostrare le sue fragilità e le sue insicurezze ma anzi si racconta a cuore aperto e come un faro nel mare sembra dire ce la farai, perché ce l’ho fatta anche io.

Ma conosciamo meglio l’autrice!

1.Ciao Valentina grazie di cuore per aver accettato il mio invito e per il tuo tempo. Racconta in poche righe chi è Valentina Macchiarulo scrittrice.

Ciao Chiara, è un onore per me essere protagonista di una delle tue interviste, nonché una forte emozione risponderti. Ho pensato molto a questa domanda e ho faticato a cercare in me parole che potessero descrivermi come scrittrice, finché ho capito che non avrei mai trovato una risposta soddisfacente poiché provo molta fatica a definirmi tale e, soprattutto, perché io non riesco a scindere questo mio aspetto dal mio modo di essere in generale. Io sono Valentina donna, mamma, moglie, lavoratrice, figlia, amica, amante della vita e da ognuno di questi ruoli e da molti altri ancora mi piace trarre ispirazione per scrivere e per dire ciò che mi porto dentro. Sono convinta e certa  che ho ancora molta strada da percorrere prima di riuscire ad attribuirmi questo appellativo e per sentirmelo calzare a pennello… Se devo essere del tutto sincera, sono ancora nella fase in cui penso: “ma davvero io, proprio io, ho scritto due libri? “

2. Sono innamorata della tua scrittura che sembra essere una necessità per te. Come nasce la tua vocazione?

Grazie. Sì, hai ragione, scrivere è una necessità per me, un bisogno. È fondamentalmente il mezzo per fare pace con me stessa. Un modo per capire e spiegarmi la vita in generale. Non ricordo quando ho cominciato e non lo ricordo perché probabilmente scrivo da sempre. Cito un mio vecchio post pubblicato sui social: “ho scritto per colpa del tempo che non passava mai e per quel tempo che mi sfuggiva dalle mani, per la pioggia e per il vento. Ho scritto per amore, per il sole e per la fame. Ho scritto per divertimento, per augurio e per paura. Ho iniziato a scrivere per non dimenticare e per fermare su carta ciò che qualcuno non saprà ricordare. Per le mie figlie e per i miei sogni, a cui sento di voler bene come figli. Ho iniziato a scrivere per dare voce alle chiacchiere che la mia anima faceva con la mia mente. Ho scritto di vita con la vita stessa accanto a me a suggerirmi parole e nuovi scenari da cui trarre ispirazione”. Scrivo, Chiara, per dare uno spazio definito alle emozioni soprattutto quelle grandi per cui temo di non avere in me recipienti abbastanza capienti da contenerle. Scrivo perché amo le parole, ricercarle con cura, trasformarle in quadri per suggerire nuovi punti di vista.

3.Riesci a fare una cosa strabiliante, parlare di te non parlando di te. Ti riferisci a Valentina usando sempre il pronome Lei, lo fai per favorire l’empatia e l’identificazione del lettore con le tue storie?

Esattamente. Sia in “Leggera come lei”, ma ancor di più in “Io Resto”, ho cercato di impormi come obiettivo finale quello di risvegliare nel lettore ricordi o semplicemente pensieri propri e interrogativi. Sono fermamente convinta che quando un autore termina il proprio libro e lo regala ai lettori, da quel momento in poi non gli appartiene più; il libro e tutto ciò che esso contiene diventavano strumento personale di chi ha deciso di leggerlo e di ricercarne all’interno il proprio spazio, le proprie emozioni, le proprie considerazioni. Io autrice scrivo per me, ma col desiderio di arrivare a te lettore e consentirti un piacevole viaggio dentro te stesso.

4.Ti faccio una domanda particolare, credi che sia più facile restare o lasciar andare?

Credo che entrambe le cose siano molto, molto difficili. Entrambe richiedono impegno e un profondo lavoro interiore, bisogna imparare ad amarsi e ad accettarsi per poter decidere di restare o per trovare il coraggio di lasciare andare del tutto. Non sempre è possibile farlo, non sempre è giusto farlo, ma sicuramente il solo provarci o l’essere consapevoli delle scelte fatte, è già un atto di crescita notevole. Io, però, devo confessarti di essere sicuramente più brava a restare che a lasciare andare, per quest’ultima devo ancora lavorarci su e, magari tra qualche anno, ne vien fuori un altro romanzo.

5. Sei stata una studiosa di psicologia ed esempio pratico del potere terapeutico delle parole,  quanto ti ha aiutato scrivere per “guarire” da tutto?

Le parole sono la mia medicina, il mio xanax e la mia terapia quotidiana per non lasciarmi sopraffare dalle incertezze e dall’ansia. Io mi parlo così tanto da sembrar matta a volte e poi scrivo per sistemare i piccoli pezzi che restano sparsi lungo il tragitto tra il cuore e la mente. Non credo si possa guarire dal continuo interrogarsi che la vita spinge a fare, perché sarebbe poi tutto sterile, ma di sicuro in passato la carta e la penna sono state le mie alleate migliori per vincere piccole battaglie interiori. Resterò comunque malata di interrogativi e amerò la possibilità di stare bene tutte le volte che riuscirò a curarmi con la scrittura.

6. Questa è più una richiesta che una domanda, dimmi che hai altri progetti editoriali in cantiere!

Sorrido. Non saprei risponderti ora, Chiara. Ho spiegato che scrivo soprattutto per necessità e per l’urgenza di sistemare alcuni frammenti che raccolgo per caso lungo il cammino della mia esistenza. Non riuscirei mai a scrivere un romanzo partendo da zero, ho bisogno di pormi domande e di cercare le risposte e spero davvero che presto io possa trovare qualcosa di bello da raccontare ancora.

7. Domanda di rito, vendi un tuo romanzo in 30 secondi

Purtroppo non sono una brava venditrice ma posso dire con fermezza che credo nella magia dei libri; credo abbiano il potere di catturare l’attenzione e di chiamare a sé il lettore esattamente nel momento giusto per essere letti. Perciò sintonizzatevi con il vostro cuore e se leggendo questa intervista o la recensione scritta da Chiara, avete provato anche solo una piccola emozione e vi è venuta voglia di restare del tempo con me, sulle mie pagine, allora è “Io Resto” edito da edizioni effetto che vi sta chiamando.

Ringrazio dal profondo del cuore Valentina perché so quanto le costa raccontare di sé e per me è stata un’intervista preziosa come un diamante…o meglio preziosa come lei!

La scrittura di Valentina Macchiarulo è suddivisa su livelli, non sono romanzi per tutti, si rivolge a un lettore che prima di tutto sia coraggioso, perché i suoi libri sono viaggi introspettivi profondissimi in cui le parole risucchiano senza mezze misure, come piace a me che sono una sostenitrice del tutto o niente. Un lettore  che deve avere voglia di leggere se stesso tra le pagine dei suoi romanzi e che non si fermi alla superficie ma che dopo un respiro profondo si immerga in un mare pieno di squali.

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